L’ideale poetico di everywhere

La grande differenza tra chi scrive haiku e chi vive per haiku sta nel vedere.

Chi scrive haiku pratica l’ispirazione, le sensazioni, una qualche forma di ricerca.

Chi vive per haiku invece trova tutto già scritto, non ricerca,  scrive senza scrivere, perchè non c’è differenza tra poesia e la sua vita.

Chi vive per haiku non discrimina, tutti i luoghi ed ogni momento sono uguali, perchè tutto è haiku, tutto è già lì, si tratta solo di vedere e raccogliere.

Everywhere è quindi quell’ideale poetico, non estetico ma compositivo, che invita a raccogliere il qui e ora, in qualsiasi posto o luogo ci troviamo, senza fare differenze tra le maldive e una cabina armadio.

Nel momento in cui diventi consapevole del tuo qui e ora, ogni volta che smetterai di lasciarti guidare dal pensiero, avrai creato le condizioni per un haiku everywhere, sarai vuoto, quindi pronto a raccogliere.

Perfino quando starai solo appendendo un paio di pantaloni in un armadio, allora raccoglierai la tua realtà, raccoglierai lo haiku che l’accompagna e che sta solo a te portare alla luce.

In quel momento, in quel posto, fermati e scrivi, quello sarà il tuo haiku everywhere.

l’ombra invadente
la gruccia è appesa
un muro non dice mai di no

Elio Gottardi

 

 

 

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3 pensieri riguardo “L’ideale poetico di everywhere”

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